Variazioni destinazione d’uso dell’unità immobiliare

Ho finito i lavori di realizzazione di un fabbricato e/o ho apportato modifiche sostanziali, variando la destinazione dell’unità immobiliare: cosa devo fare?

In base alla circolare n. 3 del 2006, l’Agenzia del Territorio fornisce direttive concernenti la presentazione delle dichiarazioni in catasto delle unità immobiliari di nuova costruzione, di quelle che dalla categoria delle esenti passano a quellesoggette ad imposta e per le variazioni intervenute nelle unità immobiliari già censite.

Il nuovo termine è previsto in trenta giorni dal momento in cui

  • i fabbricati sono divenuti abitabili o servibili all’uso cui sono destinati (caso delle nuove costruzioni);
  • sono stati persi i requisiti per godere dell’esenzione (caso degli immobili esenti, come le unità collabenti o i fabbricati rurali);
  • le variazioni si sono verificate (caso delle unità immobiliari già censite mutate nello stato).

Risulta quindi notevolmente abbreviato il termine originariamente previsto dagli art. 28 e 20 del Regio Decreto legge 13 aprile 1939, n. 652, fissando al 31 gennaio dell’anno successivo a quello in cui si verifica la circostanza che fa insorgere l’obbligo della dichiarazione catastale.

Questo sta a significare che l’Agenzia del territorio è ben decisa non solo a scovare tutti gli immobili non dichiarati al catasto ma anche ad aggiornare istantaneamente la posizione “fiscale-contributiva” del cittadino, soprattutto dopo l’avvenuta fusione con l’Agenzia delle Entrate del 1° dicembre 2012: basta pensare che il valore complessivo fruttato fino ad oggi è di 900 milioni come da bilancio dell’Agenzia stessa.

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